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La voce del padrone

Renzi arruolato ad honorem nell’ISI.
Più esperto di “tagli” di lui…

Che la controfigura italiota della “lady di ferro” inglese idolatrata dalle maestrine dalla penna rossa e dai fraticelli catto-comunisti stia all’imperialismo USraeliano come la Juventus all’arbitraggio (a lei) favorevole, i nostri proverbiali 25 lettori lo sanno bene. E non da oggi.
E non solo perché sono nostri lettori.
Comunque sia, se c’era bisogno di una conferma, è arrivato a fornirla, qualche giorno fa, un testimone “autorevole e ben informato”. Di chi parliamo? Ma dell’ambasciatore yankee in Italia, mica di… Beppe Grillo.
In un’intervista al quotidiano La Repubblica del 3 ottobre scorso, John R. Phillips, da un anno Ambasciatore degli USA a Roma, alla domanda se ritenesse possibili i cambiamenti promessi dall’ex boy-scout fiorentino, che di recente ha insistito con la strategia del voto di scambio annunciando che ci saranno, grazie all’anticipo del TFR, altri 100 euro in busta-paga per tutti,  ha risposto: “Questa è la speranza. Penso che Renzi sia capace di parlare direttamente alla gente e alle sue frustrazioni (sic!, ndr). Per certi versi è com’era Ronald Reagan negli USA. Reagan parlava in modo comprensibile. Seppe rispondere veramente a ciò che la gente chiedeva”.
E, alla domanda “Chiederete all’Italia di fare di più contro lo Stato Islamico?”, “L’Italia è stato uno dei primi Paesi a farsi avanti e a sostenere questa iniziativa internazionale. Ha offerto aiuto umanitario (sic!, ndr), sta dando una mano in ogni modo: l’unica cosa che non fa è partecipare ai raid aerei con la propria aeronautica, ma si vedrà in futuro”.
Più  chiaro di così non sarebbe stato neppure Reagan.
E poi: e lo dice persino il (suo) Padrone, mica un Beppe Grillo qualsiasi…

Luca Ariano