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Il tempo degli avvoltoi

Quando si parla di sinistra italiana non ci si stupisce più se si raggiunge il fondo dell’idiozia e dell’aberrazione umana, se poi si parla di Pisapia, quel fondo viene ampiamente scavato e ricoperto di letame.
L’ultimo affronto alla decenza umana del gran visir delle maestrine dalla penna rossa avviene sulla sua pagina facebook dove “commemora” la morte di una militante rivoluzionaria dell’YPG curdo [sotto il testo dell’intervento].
Già onorare la morte di una combattente che solo fino al mese prima veniva definita terrorista (ti ricordi dell’affaire Ocalan caro Pisapia?) è un’operazione degna del peggior infame, ma poi sfruttare questa morte per diffondere la versione imperialista del conflitto siriano ha davvero dell’inumano.
In un commento che trasuda falsità e ipocrisia ad ogni parola, si lancia in un’invettiva completamente fuori dalla realtà al solo fine di spargere ulteriormente i semi della propaganda anglosionista di cui il sindaco di Milano è un fervente assertore. Oltre alle solite frasi vuote e di circostanza (degne del miglior Vendola), il nostro ci spiega come le centinaia di migliaia di profughi siriani non stiano fuggendo da una guerra fratricida sostenuta, finanziata e alimentata dalla NATO e dai suoi accoliti sionisti e wahabiti, ma dalla “feroce dittatura della famiglia Assad”. Allo stesso modo non spende una parola di condanna verso la Turchia e il suo palese sostegno allo sterminio dei curdi siriani da parte dei figliocci dei Saud.
Siamo così giunti al completo ribaltamento della realtà e ad un vergognoso oltraggio alla compagna combattente che vede il suo nome utilizzato a vantaggio della causa dei suoi assassini.
Complimenti Pisapia, un’altra operazione brillantemente conclusa negli interessi dei tuoi padroni d’oltreoceano.

Isidoro Ferrari

Dalla pagina Facebook: Giuliano Pisapia Sindaco X Milano
Ceylan Ozalp, 19 anni, resistente curda: qualche giorno fa si è tolta la vita per non cadere nelle mani delle truppe del Califfato Islamico dove l’avrebbe attesa una fine atroce.
Un volto non diverso da quello di una delle ragazze della comunità curda che in pace e sicurezza vive a #Milano e che da giorni stanno chiedendo che il mondo non abbandoni le donne e gli uomini che si stanno opponendo all’#ISIS.
Un volto non diverso da quello di uno dei 43.000 profughi dalla #Siria che Milano ha accolto e sostenuto nella ricerca nella libera Europa di un futuro migliore, lontano da quell’orrore che l’integralismo islamico, cosa ben diversa dalla pacifica professione di fede musulmana, ha drammaticamente amplificato dopo gli anni della feroce dittatura della famiglia Assad.
Un volto non diverso da quello di tanti bambini, forse i più colpiti, e non solo fisicamente, da queste violenze.
Un volto che assieme a quelli dei profughi in fuga ci ricorda che quell’orrore non è lontano da noi, ma terribilmente vicino.
Penso che la comunità internazionale debba intensificare ancora di più ogni sforzo possibile affinché quell’orrore venga cancellato.
Perché alle donne come Ceylan sia consentito di tornare a vivere in pace in quelle terre meravigliose