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Anniversari

Marzo è mese di anniversari.
Di anniversari tragici, ahimé: per tutti coloro, noi de IL BUIO per primi, che hanno a cuore la libertà, la giustizia, la felicità e la verità. Tutti valori, chiamatele pure virtù, se vi pare, calpestati e ridotti a strame dai servi criminali ed ottusi dell’imperialismo e del sionismo internazionali.
Solo qualche giorno fa, il 24 marzo, cadeva l’undicesimo anniversario di quell’aggressione armata alla Jugoslavia che violava le leggi costituzionali dell’Italia repubblicana, democratica ed anti-fascista e le regole della stessa Comunità internazionale.
Per la prima volta nella storia recente, un Paese nato dalla lotta di liberazione contro le dittature nazifasciste, membro di una coalizione di Paesi “democratici”, ne aggrediva un altro, anch’esso nato dalla stessa lotta di liberazione; e lo faceva senza neppure la foglia di fico di un mandato dell’ONU.
Si spezzava in tal modo da una parte uno dei principali vincoli morali che legano fra loro, in quanto cittadini, gli Italiani e dall’altra veniva calpestato il patto fondamentale stipulato fra le Nazioni occidentali dopo la Seconda Guerra Mondiale.
D’altro canto, le stesse motivazioni in base alle quali fu scatenata l’aggressione nazista alla Jugoslavia, e cioè la volontà di espandere la zona di influenza della NATO imponendo con la violenza che una regione di uno Stato sovrano riconosciuto come tale dalla comunità internazionale, il Kosovo, si staccasse sulla base di un principio etnico, dunque palesemente razzista, ricostituendo lo “zoo balcanico” dei “piccoli popoli” che già esisteva sotto il nazifascismo, si rivelavano esse stesse per prime eversive dei valori fondamentali di pace e di fratellanza fra i popoli.
La rottura del 24 marzo 1999, voluta e guidata dalla cricca criminale capitanata dalle canaglie piciste e dai loro infami reggicoda, ha avuto implicazioni a dir poco devastanti.
Sul piano globale, la guerra è divenuta la quotidianità, la norma delle relazioni internazionali; e ad essa si accompagnano, con altrettanta “normalità”, operazioni di disinformazione strategica attuate in grande stile, vere e proprie truffe mediatiche dell’opinione pubblica miranti a presentare le aggressioni militari dell’imperialismo e del sionismo come necessità “buone e giuste”.
Sul piano interno, dopo il “ripudio della guerra” previsto dall’apposito articolo della carta costituzionale, altri valori sono stati via via calpestati: se l’Italia è oggi un paese di fatto razzista, governato da una classe dirigente corrotta ed asservita agli interessi USraeliani proprio come le classi dirigenti delle repubblichette imposte ai Balcani; se i diritti civili sono giorno dopo giorno violati; se una parte crescente del denaro pubblico viene impiegata per finanziare l’aggressione a Paesi e a popoli in gran parte sconosciuti ad un “popolo italiano” ogni giorno di più travolto dall’ondata di deiezioni maleodoranti liberate dal crollo della resistenza proletaria degli anni Settanta; ebbene, se tutto ciò avviene, se di questo spettacolo osceno e bestiale siamo oggi tutti spettatori impotenti, è anche perché, il 24 marzo 1999, una banda di criminali di fresca cooptazione nelle fila dell’imperialismo guidata da Massimo D’Alema e composta da una classe dirigente priva di valori, di memoria storica, di onestà politica, di coerenza, di capacità, di intelligenza e di cultura ha aggredito, con la complicità del popolino-bue, delle sue rappresentanze politiche (“Autonomia” compresa) e del solito stuolo di pennivendoli infami, la Repubblica Federale di Jugoslavia nata dalla lotta partigiana contro il precedente aggressore.
Per noi, e non solo per noi, la Repubblica Federale Jugoslava non è mai morta,  benché sia stata assassinata da giuda di poco valore e di nessuna dignità.
Perché un pugno di infami non ha mai potuto e non potrà mai oscurare la Verità o modificare il corso della Storia…

La Redazione esteri de IL BUIO