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Vieni avanti, cretino!

Rubrica periodica

“E’ vero, non dovrebbero esserci, le ‘colonie israeliane’, grave problema a cominciare dal nome. Esse esistono come risposta estremista al giuramento estremista imposto dai potentati arabi ai palestinesi (…) che dice: ‘Ogni territorio è comunque occupato e va sgombrato dagli ebrei, comprese Haifa, Tel Aviv e Gerusalemme (…).
(L’accusa ad Israele di aver deliberatamente assassinato dei giovani palestinesi disabili) è grave (…), come lo è la capacità selettiva che permette di non vedere il vasto e potente cerchio di assedio arabo da ogni parte, con placche di odio estremo che è ormai fuori da ogni possibile contatto diplomatico. Sanno di poter mandare a morire sempre più famiglie palestinesi mettendo le vittime a carico di Israele”

Furio Colombo, in Il Fatto quotidiano del 17 luglio 2014, pag.19)

Il Cretino di oggi – sapete già di chi si tratta – è, a modo suo, un cretino illustre.
Non foss’altro perché, insieme con il suo compagno di merende Marco Travaglio, il “pupillo di Indro Montanelli, il “padre nobile” se mai ce n’è uno dei pennivendoli italioti, è un idolo delle maestrine dalla penna rossa e dei fraticelli catto-comunisti che, ai diritti del popolo palestinese, non esitano ad anteporre quelli dei tossici, degli ecologisti, gay, degli animali domestici (nessuna allusione al clone del Viagra Nazionale) e degli emarginati in genere.
Il Cretino di oggi, lo sapete già, è Furio Colombo.
Di cui giova forse ricordare in breve la carriera professionale e politica.
Già corrispondente de La Stampa e de La Repubblica dagli Stati Uniti, è stato il presidente della FIAT USA, e, in tale veste, insegnante di giornalismo alla Columbia University. Direttore dell’Unità dal 2001 al 2005, è stato prima deputato per il PDS-DS dal 1996 al 2001 e successivamente senatore nelle fila dell’Ulivo. Rieletto deputato nel 2008, ha fatto parte, per conto del PD, della III Commissione (Affari Esteri e Comunitari). Un uomo “di sinistra”, dunque. Ma solo nel senso che è stato presidente nazionale di “Sinistra per Israele”, un’associazione che si pone il compito di “contrastare i pregiudizi anti-israeliani, anti-sionisti e talora persino antisemiti che albergano anche in una parte consistente della sinistra italiana” (gulp!).
Collaboratore  de Il Fatto Quotidiano, l’organo ufficioso della Magistratura italiota che cerca di dissimulare, dietro un anti-berlusconismo di facciata, posizioni vergognosamente filo-sioniste, Furio Colombo cura la rubrica quotidiana A domanda rispondo. Da cui abbiamo tratto le perle che vi abbiamo proposto all’inizio di questo articolo vincendo a fatica il disgusto e l’ndignazione.
Anche per questo, anche perché il contatto, anche se indiretto, con la materia fecale, rischia notoriamente di provocare infezioni, non faremo anche lo sforzo di contestare punto per punto le argomentazioni deliranti e menzognere di un pennivendolo che non si vergogna di fare, per professione e per vocazione, l’apologia dei crimini dell’entità sionista.
Ci limiteremo a soffermarci brevemente, ad esclusivo beneficio dei nostri lettori giacché l’impresa di far ragionare un cretino – o di convincerlo che è tale – é  ancora più ardua di quella di far riconoscere al clone berlusconiano che occupa la sedia riservata ai Presidenti del Consiglio di essere un burattino incapace al servizio della Destra, sull’accusa ai Palestinesi, ed in particolare ad Hamas, di usare “scudi umani”. E dunque di provocare vittime fra i civili attribuendone la responsabilità ai “poveri” sionisti,  note figure angelicate come si dice proprio non ce ne siano (anzi, trattandosi del “popolo eletto”, assolutamente non ce ne sono).
Per farlo, ci affidiamo ad alcuni brani di un recente editoriale della rivista Internazionale, un periodico che non può certo essere sospettato di antisemitismo. E questo perché non ci si possa comunque rimproverare di essere faziosi o “di parte” (essendo invece assolutamente obiettivo, nei propri giudizi, un esponente della sedicente “Sinistra per Israele”).
Si chiama roof knoching, bussare su tetto, e funziona come un missile senza carica esplosiva, o con una carica molto debole, colpisce il tetto di un’abitazione dove l’esercito ritiene siano nascosti razzi o esplosivi. Le persone che vivono nell’edificio hanno alcuni minuti per scappare. Poi arriva una seconda bomba, questa volta con l’esplosivo, che rade al suolo la casa. Non sempre tutti riescono a mettersi in salvo in tempo. E capita anche che lo stesso missile di avvertimento uccida delle persone” (Civili, di G. De Mauro, in Internazionale 1060, p.3).
Prima di ricorrere a questa tecnica a dir poco terroristica, i sionisti si servivano del telefono: una voce annunciava, con pochi minuti di anticipo, l’arrivo della bomba. In ogni caso, la scelta del Roof Knocking non va attribuita a ragioni umanitarie. “I legali dell’esercito sostengono che se gli abitanti di una casa sono avvisati e non vanno via, possono essere considerati ‘danni collaterali legittimi’. In base a questa interpretazione della legge, le vittime civili diventano scudi umani” (ibidem).
In definitiva, missili sempre più precisi e potenti (stiamo parlando dei missili sionisti, non dei razzi artigianali di Hamas), sommati alla “giustificazione legale” degli “avvertimenti”, danno come risultato la realtà (criminale) dell’Esercito “più democratico del mondo” che colpisce sistematicamente  obiettivi senza nessuna rilevanza militare in zone densamente popolate di quella “prigione a cielo aperto” che è oggi la Gaza assediata, colonizzata, invasa e stuprata dall’entità sionista.
Ma tutto questo, Furio Colombo, fa finta di non saperlo. O forse, secondo un’interpretazione fin troppo benevola, proprio non lo sa, da quel Cretino che è.

L. A.