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L’oca Padoan(a)

L’attuale Ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan, direttore per l’Italia del famigerato Fondo Monetario Internazionale (FMI) dal 2001 al 2005, consigliere economico con D’Alema presidente del Consiglio, già direttore della dalemiana Fondazione Italianieuropei, e via elencando, non è quel che si dice “un fulmine di guerra”. Né un esperto particolarmente abile e capace, non avendone mai azzeccata una che sia una (vedasi, per citare solo un caso, la Grecia in dèfault).
Di recente, il Nostro, partecipando ad una trasmissione televisiva, ha sostenuto che “grazie agli 80 euro”, l’elemosina elettorale del clone fiorentino del Viagra Nazionale, “si potrà uscire dalla crisi”.
Basta però fare qualche conto per sbugiardarlo con facilità.
Gli 80 euro renziani costano alle casse pubbliche 6,6 miliardi. Solo di imposte sulle abitazioni, se ne pagheranno… 52, che servivano a trovare i 50 miliardi necessari per soddisfare gli accordi ed i trattati salva-Stati e fiscal compact. Per salvare cioè le banche tedesche e francesi che, senza questa iniezione di liquidità fallirebbero inevitabilmente (?).
Si “uscirà dalla crisi grazie agli 80 euro”?
Ne usciranno, forse, le banche, non di sicuro il popolo italiano. Come da programma di Renzi(e), il lacché fiorentino del capitale finanziario europeo ed internazionale così amato dal popolino-bue e così corteggiato dagli ex antagonisti grillini e dagli ex rivoluzionari da birreria.
E con buona pace dell’Economista (rigorosamente con l’iniziale maiuscola) Padoan, uno che sta alla “finanza sana” come la coppia Grillo-Casaleggio sta alla coerenza.

Red1