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Il (Contrap)Punto: Aiutinho di Stato

“Il Brasile supera la Croazia solo grazie ad Aiutinho.
Che ha giocato anche in Italia con il nome renziano di 80 euro”.
Anonimo Padano

In Brasile sono da poco iniziati i campionari mondiali di calcio.
La cui spesa totale si aggira sui 28 miliardi di reais (la moneta locale), più di 9 miliardi di euro, il 6% del PIL nazionale. Per la costruzione degli stadi di gioco, peraltro non del tutto completata, un po’ come le strutture dell’EXPO meneghina, 2 miliardi e mezzo. I privati hanno contribuito per il 19,9%, il resto a carico dello Stato. E cioè dei contribuenti, della “gente”, quella che non si interessa di sport compresa. Ed alla quale degli standars della FIFA e delle reti di Neymar e soci in mutande interessa poco o niente. Essendo interessata, piuttosto, all’aumento delle tariffe dei mezzi pubblici, al prezzo inaccessibile dei ristoranti ed al lavoro precario, quando un lavoro c’é.
Però pare che i posti di lavoro siano cresciuti di 3,6 milioni di unità, detratti ovviamente i morti sul lavoro.
Il presidente del Brasile è la “compagna” Dilma Rousseff. Una “di Sinistra”, al pari di Renzi(e); anche se, a differenza del pupillo del Viagra Nazionale, vanta un passato da guerrigliera, anziché da boy-scout.
Dopo tutto quello fin qui ricordato, ci coglie comunque un dubbio.
Ma siamo sicuri che i Mondiali di calcio siano iniziati in Brasile, e non, piuttosto, in Italia? O in un qualunque altro Paese in cui la (sedicente) Sinistra, riuscendo qualche volta a diventare partito Governo, si fa tutte le volte partito-Stato?

Matteo Sepulveda

La rubrica ospita contributi che non sempre e non necessariamente esprimono le posizioni della redazione web