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“E io pago!” (i criminali e gli assassini)

Di recente, il Consiglio dei Ministri ha varato la proroga trimestrale al 31 dicembre 2009 per le cosiddette “missioni di pace” con uscite autorizzate che arriveranno a toccare la cifra (scandalosa ed oscena per un Paese che si pretende democratico e pacifico e che ha come presidente un rinnegato “comunista”) di un miliardo e 521 milioni di euro.
In realtà, il conto che la Repubblica delle banane-Italia fa pagare ai galantuomini (rarissimi), alle persone oneste (poche) ed agli amanti della libertà e della pace (pochi anch’essi) per le operazioni di “polizia internazionale” sfiora i due miliardi e 335 milioni di euro.
Il Ministero dello Sviluppo Economico e dell’Industria ha contribuito, nello scorso 2008, a finanziare la Difesa per 1,8 miliardi; il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca per un miliardo.
Liquidata, nel 2007, con una perdita di miliardi di euro ed un consistente numero di mercenari morti o feriti l’aggressione all’Irak, l’Italia, oggi dei Nani maledetti e dei Fascisti infami, resta impantanata, nel 1999, in Kosovo con 1870 mercenari, settecento mezzi terrestri e sei aeromobili; dal 2004, in Bosnia con 280 effettivi e 113 fra veicoli da trasporto, da ricognizione, blindati e due aeromobili; in Libano, dal 2007, con 2080 mercenari, 854 mezzi ed un’unità navale; in Afganistan, dal 2002, con 3227 militari dichiarati (in realtà molti di più), 667 mezzi ruotati e cingolati, 30 tra elicotteri da combattimento, UAV e cacciabombardieri.
Solo per alimentare la guerra in quest’ultimo Paese, l’Italia del “compagno” Napolitano e del camerata La Russa – un tempo “terrore dei comunisti” (per via delle fattezze) oggi terrore di se stesso e della banda di infami che si nutre alla sua greppia – fa spendere al contribuente, a tutti indistintamente i contribuenti (fuorché, ovviamente, agli evasori fiscali, peraltro quasi tutti fans dei partiti oggi al governo), ogni tre mesi, 145,3 milioni di euro!
Sì, avete letto bene: 145,3 milioni di euro, sottratti alla sanità, alla cultura, al progresso, alla libertà…!
Per avere un’idea del salasso (furto) subìto dal tanto esaltato, a chiacchere, “popolo italiano”, è sufficiente ricordare che i contingenti ricolorati “di terra, di mare e di cielo” vanno avvicendati ogni 2,3,6 mesi nei Balcani, in Africa, in Medio Oriente ed in Asia; ed approvvigionati per l’intero ciclo annuale.
I materiali, per miliardi di dollari, che hanno in dotazione i mercenari italiani, consumano milioni di litri di carburante, necessitano di costosissime manutenzioni, si usurano, vanno perduti e sostituiti a ritmi accelerati nell’impiego operativo fuori area.
Occorre qualche particolare commento?
Se fosse il caso di sprecarne uno, si potrebbe osservare che appare sempre più drammaticamente obsoleto ed inadeguato il famoso motto di un Totò (giustamente) furente e (giustamente) indignato: “E io pago! E io pago…!”.
Loro, quando (finalmente) pagheranno?

Luca Ariano

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