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Piccolo manuale di autodifesa

PREMESSA

Sono “tempi bui”, direbbe Brecht, quelli in cui viviamo. Lasciati in eredità, per così dire, da una sconfitta di dimensioni epocali, storica, subìta dal Movimento Rivoluzionario internazionale negli anni Settanta ed i cui effetti ancora in gran parte si sottraggono ad una valutazione scientifica, obbiettiva.
Quelli in cui viviamo sono tempi di oppressione, di sfruttamento, di guerra. Anche per questo, dunque, sono dialetticamente tempi di Rivoluzione, o comunque tempi di lotta. Perché, come sosteneva il presidente Mao Tse Tung, uno dei più grandi rivoluzionari che la Storia ricordi, là dove c’è Reazione c’è anche, necessariamente, Rivoluzione.
E Rivoluzione vuol dire lotte; e lotte vuol dire diritti calpestati dai padroni e dai loro servi, in divisa e non.
Il Piccolo Manuale di Autodifesa che avete iniziato a leggere è un piccolo, modestissimo contributo alle lotte e, in particolar modo, a chi lotta e a chi vuole continuare a lottare nonostante tutto.
E’ stato scritto, grazie anche al contributo di altri militanti anonimi che qui ringraziamo, per fornire proprio a chi lotta strumenti che  gli consentano di difendere i propri irrinunciabili diritti e di salvaguardare, in tal modo, la propria libertà personale, oltre che, naturalmente, la propria incolumità tanto fisica che “giudiziaria”.
Ve lo proponiamo con l’augurio che questo modesto lavoro sia utile, lo ripetiamo, a chi lotta e a chi vuole lottare, “hasta la victoria, siempre!”.

GENERALITA’

La miglior autodifesa è la solidarietà, la cooperazione militante: bisogna assolutamente evitare dunque di isolarsi e di separarsi dal proprio gruppo di riferimento o di appartenenza.
Per questo è utile tenersi per mano o mantenere un contatto a vista, durante il corteo. Prima della manifestazione, mettetevi in ogni caso d’accordo con compagni e amici su dove  vi incontrerete in caso di separazione forzata.
Allo stesso modo, conviene vi accordiate sul da farsi nel caso uno venga fermato: chi deve comunicare a scuola oppure al lavoro “che è malato”; chi deve avvertire l’avvocato.; chi i famigliari, ecc.
Il cellulare. Meglio non portarlo con sé. Sono infatti in pochi a sapere che il cellulare, anche se spento, è comunque rintracciabile. Cioè: anche se spento, il cellulare può comunicare la vostra posizione ed i vostri spostamenti. E’ peraltro vero che esso può risultare utile (per avvisare l’avvocato, per comunicare con famigliari, amici e compagni, ecc.). Per questa ragione, il cellulare può essere reso “inoffensivo” (per voi) semplicemente privandolo sia della SIM che della batteria. Che potranno essere facilmente reinserite in caso di bisogno, e comunque momentaneamente.

EQUIPAGGIAMENTO CONSIGLIATO

- scarpe comode
- abiti che coprano completamente il corpo
- vestiti di ricambio
- medicine personali
- certificati medici attestanti eventuali patologie
- bottiglie d’acqua
- documenti validi (passaporto o carta d’identità)
- mascherina antigas
- occhiali da nuoto
Bisogna sapere che ci saranno controlli preventivi massicci ed evitare di portare con sé materiale che possa essere (o anche solo sembrare) “pericoloso”, e dunque:
NON PORTARE CON TE :
- documenti diversi da quelli indicati
- appunti (di ogni tipo)
- agenda personale
- indirizzario
- chiavi
- alcool e altre droghe
- cani
- lenti a contatto
- piercing

IN CASO DI FERMO PER STRADA, SUI MEZZI PUBBLICI DI LOCOMOZIONE, IN AUTO, IN TRENO, ECC.

Può accadere di essere fermati dalle forze dell’ordine. In tal caso, qualora lo richiedano, bisogna esibire un documento di identità. Se vi è bisogno, confermate le generalità.
Qualunque ulteriore “trattenimento” (ad es. hanno già trascritto i vostri dati personali ma non vi restituiscono il documento, oppure perdono tempo e non vi forniscono spiegazioni) non è legittimo.
Chiedete espressamente a che titolo vi trattengono e le eventuali contestazioni che vi muovono.
Se dopo queste osservazioni ancora non vi lasciano andare, chiedete immediatamente l’intervento di un avvocato di vostra fiducia.
E’ molto importante, e questo vale per tutte le situazioni nelle quali potrete trovarvi, cercare di richiamare l’attenzione del maggior numero di compagni o comunque di potenziali testimoni diretti, al fine di garantire un controllo dell’operato della polizia)

IN CASO DI PERQUISIZIONE, ISPEZIONE E SEQUESTRI

La legge italiana consente alle forze dell’ordine di perquisire, ispezionare e sequestrare adducendo motivazioni molto difficili da ribattere data l’esistenza in Italia di leggi speciali (ad esempio vi fermano e vi perquisiscono per la legge sulle “armi” o alla ricerca di droga o per motivi di ordine pubblico).
Ricordate che prima della perquisizione vi deve essere data la possibilità di essere assistiti da un avvocato.
Come donna possiedi il diritto di farti perquisire da una poliziotta. Nel caso ignorassero questo diritto, minaccia di denunciarli.
Alla fine vi sarà dato un verbale da firmare: a meno che il vostro legale, presente di persona all’atto (non si danno consigli al telefono, insomma), non vi dica di firmare, non dovete mai firmare nulla, e per nessun motivo.

DURANTE LA MANIFESTAZIONE

Se cercano di prenderti, vedi di mantenere la calma e la lucidità.
Se le persone intorno a te non ti conoscono, grida il tuo nome, in modo tale che esse possano eventualmente comunicare il tuo arresto.


SE VIENI FERMATO O ARRESTATO

Due sono gli obblighi della polizia in caso di fermo o di arresto:
1) obbligo di informare immediatamente l’avvocato. In ogni caso, sappi che è tuo diritto avere comunque un avvocato nominato d’ufficio immediatamente.
2) obbligo di dare senza ritardo notizia ai familiari (sempre con il tuo consenso)
In caso tu sia straniero ricordati che hai diritto a richiedere (gratuitamente) la presenza di un interprete.

IDENTIFICAZIONE

In questo caso, sei obbligato a dire alla Polizia:
nome, cognome, data di nascita, nazionalità, indirizzo di casa.
Fornire i dati, in ogni caso, non comporta l’arresto automatico.

INTERROGATORIO

Hai sempre diritto di non rispondere alle domande che ti vengono rivolte, e l’esercizio di questo diritto non peggiora la tua situazione (non ti possono portare per questo in carcere)
Devi quindi dire: “Mi avvalgo della facoltà di non rispondere“.
Rifiutati di rilasciare qualsiasi altra dichiarazione, o di rispondere a domande apparentemente innocue.
Attenzione: “sì”,”no”, oppure “io non so niente”, ecc sono già delle dichiarazioni che la polizia può utilizzare a (proprio) piacere e per i suoi fini.
La polizia cercherà in ogni modo di farti parlare. Hanno diversi metodi: spesso minacciano di prolungare il tempo del “fermo” o di trasformarlo in arresto; raccontano che qualcuno ha già fatto dichiarazioni contro di te o che si è autoaccusato; possono anche assumere un atteggiamento gentile e paternalistico, oppure cercare di rompere il ghiaccio parlando del più e del meno (tempo, lavoro, sport…). Se vi lasciano insieme con altri manifestanti in una stanza, evitate di parlare di cose relative alle manifestazioni o di fare nomi .
Non fidarti mai di un poliziotto: ricorda sempre che i suoi interessi sono opposti ai tuoi!
Non dimenticare, comunque, che dichiarazioni rese in assenza dell’avvocato non possono essere utilizzate contro di te.
Alla fine, ti daranno un verbale da firmare.

NON FIRMARE NIENTE IN ASSENZA DEL TUO AVVOCATO!

Non sei obbligato a farlo, e tutto quello che firmi può essere usato in seguito contro di te.
RILASCIO
Sia il fermo che l’arresto possono avere durata massima di 96 ore (4 giorni).
Più precisamente, se non ti rimettono immediatamente in libertà, dopo che sei stato fermato o arrestato, entro 24 ore la polizia deve avvertire il magistrato che deve seguire l’eventuale indagine a tuo carico.
Sappi che nelle 48 ore successive all’arresto o al fermo il pubblico ministero deve chiederne la convalida al giudice. Il quale, a sua volta,  deve provvedervi nelle successive 48 ore.
Dopo non più di 4 giorni devi essere rimesso in libertà, se il tuo “fermo” non è stato convalidato.

PRONTO SOCCORSO

E’ utile che almeno una persona del tuo gruppo porti con sé un piccolo kit da pronto soccorso (cerotti, garze, bende, disinfettante…).
Sono comunque importanti piccoli spruzzatori da usare come colliri anti-lacrimogeno (soluzione autoprodotta:10 g. di bicarbonato di sodio in un litro d’acqua. Va bene anche il Maalox, sempre sciolto in acqua.
Ognuno comunque deve portare con sé almeno una bottiglia d’acqua.

CHE FARE SE QUALCUNO E’ FERITO?

Occore per prima cosa stabilire se il ferimento è grave o meno.
ATTENZIONE: BISOGNA ANDARE IN OSPEDALE SOLO IN CASO DI VERA NECESSITA’!
Ciò per evitare fermi o arresti.

FERITE GRAVI

(Perdita di conoscenza , forti dolori…)
1) Lasciare stesa a terra la persona e proteggerla formando un cordone intorno a lei.
2) Chiamare, se c’è,  un membro del soccorso sanitario della manifestazione; avvertire, ma solo se necessario, il 118.

SOSPETTO DI FRATTURA DELLA COLONNA VERTEBRALE

(Per esempio se non si ha più sensibilità nelle gambe)
NON MUOVERE LA PERSONA!
CHIAMARE IL SOCCORSO PROFESSIONALE!!
DOPO COLPI ALLA TESTA
Cercare prima possibile un medico o un infermiere professionale.
Non restare soli per le 24 ore successive.
Sintomi:confusione,stordimento, eventualmente perdita di coscienza, ecc.: è raccomandato il ricovero immediato all’ospedale.

GAS LACRIMOGENI ED URTICANTI

Provocano disturbi respiratori e irritazioni cutanee, mal di testa, vomito.
Eventuali sensazioni di panico passano dopo pochi minuti: cerca di mantenere la calma. sciacqua gli occhi e la pelle con abbondante acqua, fai appena possibile una doccia fredda e cambia subito i vestiti.
Sono comunque utili gli occhialetti da piscina ed una bandana imbevuta nell’aceto che ricopra il naso e la bocca.
Poiché i candelotti lacrimogeni sono molto incandescenti, evita di toccarli con le mani nude. Se proprio devi maneggiarli, non farlo mai senza usare i guanti.
SE CI SONO SINTOMI PERSISTENTI DI INTOSSICAZIONE DA GAS
Cercare assolutamente ed al più presto soccorso medico.

CONCLUSIONI

Le indicazioni fin qui fornite dovrebbero essere sufficienti a garantire incolumità e sicurezza.
Non l’impunità? No, quella no: perché manifestare è un diritto, ed i diritti, nella società capitalista, democratica a parole e reazionaria nella pratica, vengono sistematicamente negati e repressi.
Compreso il diritto a lottare per la propria libertà e, quindi, anche per la libertà degli altri.
Leggere, far circolare, continuare a lottare!

I compagni de IL BUIO