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Servi a prova di bomba

Dagli USA, vale a dire dallo Stato-Canaglia al centro della costellazione infame formata dagli stati-canaglia che si muovono nella sua orbita, è arrivata qualche tempo fa l’ennesima smentita di una delle tante dichiarazioni false  e damagogiche di un Presidente che ha fatto della menzogna e della demagogia le sue bandiere distintive. Di quell’Obama, cioè, che, a proposito della vicenda che qui affrontiamo, aveva avuto la spudoratezza di sostenere: “noi (gli yankees, ndr) vogliamo il disarmo”.
Secondo quanto riferito dal Guardian, il Pentagono ha stanziato ben undici miliardi di dollari per ristrutturare le testate atomiche presenti sul suolo europeo, al fine di trasformarle in bombe atomiche “intelligenti (teleguidate)” da sganciare con i famigerati e noti  caccia F35. Di cui, ovviamente, si doterà, giusto per non smentire la propria fama e la propria tradizione, la stessa Italia “nata dalla Resistenza”.
Quello degli ormai tristemente famosi cacciabombardieri è il più costoso programma bellico mai realizzato, visto che prevede la costruzione di 2443 velivoli (solo” novanta carico del nostro Paese), per un costo complessivo di 323 miliardi di dollari.
Per quanto concerne, invece, le bombe atomiche, il Pentagono, ancora nel 2010, si era impegnato a ridurre il numero di testate esistenti, e a non installarne di nuove.
L’amministrazione “progressista e pacifista” di Obama, il pupillo della pseudo Sinistra catto-comunista di casa nostra, ha ora deciso di stanziare altri fondi, spendendo dieci miliardi per prolungare l’esistenza degli ordigni denominati B61; ed un miliardo per dotare le bombe di alette allo scopo di renderle teleguidate.
L’Italia, per chi ancora non lo sapesse o per chi finge colpevolmente di ignorarlo, ospita circa settanta di tali ordigni criminali dotati di una capacità distruttiva trenta volte superiore a quella dell’atomica sganciata dagli yankees, alla fine della seconda guerra mondiale, sulla città giapponese di Hiroshima: cinquanta ad Aviano, in Friuli, e venti a Ghedi, in provincia di Brescia.
Tutto ciò benché in quella carta costituzionale tanto cara (si fa per dire, naturalmente!) al presidente ex-picista NATOlitano ed ai suoi sodali del PD ci sia scritto a chiare lettere che “l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali” (art.11).
Quando si dice, ancora una volta (Jugoslavia, Afghanistan, Iraq, Libia…), la coerenza dei servi…

Luca Ariano