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Forcaioli, forconi e forche

Matteo Renzi è stato eletto nuovo segretario del PD.

Oggi sono i bambini che mangiano i comunisti.

Non è il caso che rinunciate a leggere questo breve articolo prima ancora di avergli dato almeno un’occhiata. Non è il caso. Perché, a differenza di quel che temete, non ci avventureremo affatto nell’analisi pseudo-politica (o pseudo-sociologica)  del cosiddetto Movimento dei Forconi (più correttamente si dovrebbe dire Comitato 9 dicembre, se non altro per rispettare la pluralità delle sue componenti);  un’ attività, questa, in cui si sono segnalati, ma solo per stupidità, per ignoranza o per qualunquismo gli “intellettuali di sinistra” ed i pennivendoli al servizio del Governo-Letta, uno degli Esecutivi più criminali, antiproletari e reazionari che la storia della Repubblica “nata dalla Resistenza” abbia conosciuto. Ci limiteremo invece, per mancanza di spazio (e di voglia di combattere battaglie inutili, considerata l’ottusità ed i pregiudizi dell’avversario, non certo per carenza di argomenti) a denunciare per l’ennesima volta il ruolo e le responsabilità di una (sedicente) Sinistra a dir poco inetta ed incapace. Di una (sedicente) Sinistra che, dimenticando completamente la base materialistica del marxismo, interpreta il carattere più o meno “oggettivamente rivoluzionario” (perché di fatto antagonista) dei movimenti in base al fatto che essi siano o non siano soggettivamente rivoluzionari e/o antagonisti. Ignorando in tal modo, a dispetto fra l’altro dell’insegnamento di Lenin e della pratica concreta delle (poche) esperienze autenticamente rivoluzionarie del passato, che il livello di coscienza delle classi (e delle masse) è dato e misurato dalle loro rappresentanze politico-organizzative (partiti) e dai loro programmi di lotta. E non, com’è per la sociologia borghese, dal livello di coscienza delle masse, intese come raggruppamenti o come risultato della semplice sommatoria dei livelli di coscienza dei singoli individui, o di gruppi ristretti di individui, che le compongono. In realtà, un movimento di massa deve essere giudicato alla luce del suo programma, dei suoi obiettivi concreti, delle sue parole d’ordine: in sintesi, da ciò che dice di voler fare e che, per parafrasare Marx, sarà inevitabilmente costretto a fare. Invece, ecco la (sedicente) Sinistra italiota dei nostri sciagurati tempi inorridire per la presenza, peraltro numericamente ultra-minoritaria, nelle fila dei cosiddetti Forconi di gruppi neo-fascisti o addirittura mafiosi. E/o per la composizione di classe, indiscutibilmente piccolo-borghese, dunque potenzialmente reazionaria se lasciata a se stessa, di un Movimento che, per quest’ultimo motivo, rischia di risolversi in una scadenza tutt’altro che inevitabile del processo di aggregazione di un nuovo raggruppamento sociale, prima ancora che politico-organizzativo, di destra. Loro, i Sinist(rat)i nostrani, questi catto-comunisti imbelli e parolai, loro sì visceralmente anti-comunisti e reazionari, che, giusto per citare solo qualche esempio tratto da un archivio immenso, vanno in piazza, il 25 aprile, con le bandiere dell’entità sionista e cacciano gli amici del popolo palestinese; commemorano a Milano il 44mo anniversario della strage (democristiana) di Piazza Fontana in compagnia di noti razzisti (Maroni e sodali leghisti) e degli epigoni dei committenti dell’attentato; ripudiano pubblicamente e a chiacchere, sempre a Milano, le politiche razziste salvo poi, con un’operazione poliziesca che non ha né precedenti né eguali, ordinano lo sgombero forzato di oltre seicento rom; si dissociano, denunciano e perseguitano, per il tramite dei “magistrati di sinistra” designati eredi e successori di una Classe Operaia da tempo integrata nel sistema capitalistico, i militanti della NO-TAV o che, con la politica del governo-Letta vampirizzano, reprimono e riducono alla fame ed alla disperazione un numero ogni giorno crescente di proletari! Per la (sedicente) Sinistra di casa nostra, le lotte, e, più in generale, i movimenti, sono “buoni, giusti e legittimi” non solo quando sono tali anche soggettivamente, ma soprattutto nel momento in cui sono materialmente, concretamente “fatti” dai mitici Operai dell’altrettanto mitica Classe Operaia di un marxismo da loro inteso come una nuova e diversa forma di religione in cui Marx ed il Papa vanno sottobraccio. Una religione in cui i Vangeli e le Encicliche papali hanno preso definitivamente il posto de Il Capitale o del Manifesto dei comunisti. Per questi Squallidi nostrani, gli operai sono sempre e comunque (anche quando non esistono più!), per definizione, rivoluzionari, o anche solo antagonisti, o anche solamente progressivi. Sono cioé portatori  ed in possesso di una valenza positiva che deriva loro dall’essere “classe in sé”, e non, come vuole il marxismo, “classe per sé”. Anche quando (anzi: soprattutto quando) scioperano… contro il cosiddetto Terrorismo e contro la Violenza, contribuendo in modo determinante, con la loro scelta di schierarsi a fianco e a sostegno dei padroni e dei loro agenti istituzionali, a creare il deserto politico e sociale in cui siamo tutti finiti dopo una repressione “di (e da) Sinistra” durata decenni. Ed in cui rischiamo seriamente di estinguerci per mancanza dell’ossigeno di un programma comunista e dell’acqua di movimenti educati alla lotta… Tutto ciò per colpa, giova ripeterlo fino alla noia, anche degli operai “in lotta contro il Terrorismo e la Violenza”. E a difesa di una Costituzione nata dalle ceneri non tanto del Fascismo storico quanto soprattutto della sconfitta delle tendenze rivoluzionarie che avevano cercato di trasformare la guerra civile in lotta per l’instaurazione anche in Italia di una forma di Dittatura del proletariato plasmata sul modello della Repubblica dei Soviet. Una Costituzione così “democratica” e così “avanzata” da essere basata sul riconoscimento della legalità, oltre che della legittimità, della proprietà privata, dunque della liceità dello sfruttamento di classe (articoli 41 e 42, fra gli altri), e del potere indiscusso ed indiscutibile del Vaticano (art.7). Per tacere di tutto il resto, vale a dire di tutti gli altri articoli di una Carta a cui si ispirano persino gli epigoni del Fascismo storico. Per la (sedicente) Sinistra italiota, il Movimento dei Forconi è un movimento “reazionario”. Peggio ancora: “grillino” e “berlusconiano”!, Loro, che con i “berluscones” hanno dato vita al governo della finanza internazionale, degli Usraeliani, del Fondo Monetario e della BCE; ad un governo che affama il popolo italiano con la stessa pervicacia criminale con cui si sforza di reprimere ogni forma di dissenso! Loro, che, ancora in questi giorni, sono impegnati a criticare, ostacolare e boicottare le manifestazioni e le iniziative di lotta del Comitato 9 dicembre, che in pochi giorni ha detto e fatto più di quello che i sinist(rat)i (PD, Vendola, l’ANPI, Alfano, Letta e compagnia mafiosa al séguito) (non) hanno fatto negli ultimi dieci anni! Ed allora eccoli, a dar prova dell’unica attività di cui sono capaci ed in cui sono esperti: schedare con morbosa meticolosità le manifestazioni di piazza; urlare alle “infiltrazioni fasciste”, al “pericolo ultras”, al “contagio mafioso”. A segnare sul verbale da consegnare diligentemente alla Polizia ed al Ministero degli Interni, uno di Forza Nuova lì, uno della Lazio o della Juventus là, un reduce della Repubblica di Salò dall’altra parte, un altro che è sceso in strada a bordo di un’automobile da 40 mila euro… Tutto ciò a corollario di un aspetto assolutamente paradossale, grottesco se non fosse tragico: sommovimenti sociali previsti dalla critica marxista del capitalismo per i periodi di crisi catastrofica, allorquando si verificano realmente come sta avvenendo oggi, non vengono riconosciuti come tali, ma condannati come “reazionari”! Dove sono finiti i fiumi di chiacchere  di inchiostro versati fin dagli anni Novanta sulla necessità di organizzare le partite IVA ed il precariato, i lavoratori autonomi e gli artigiani, in generale i tassati ed i tartassati appartenenti a ceti sociali piccolo-borghesi? Ma basta: non serve andare oltre, anche se sarebbe possibile farlo in un trasporto di sado-masochismo, di autolesionismo. La parola passi pure ai forconi dell’omonimo Movimento: con l’auspicio che essi servano ad infilzare quello che è da sempre il vero Nemico di un progetto di cambiamento radicale in un Paese sull’orlo del definitivo sfacelo.

E.C.