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Il (Contrap)Punto: bordellum

Rubrica periodica

Porcellum o Mattarellum?
Bordellum, Bordellum…
Anonimo

6 dicembre 2013. Una data per molti versi storica: la Corte Costituzionale ha stabilito che il cosiddetto Porcellum (il cui nome pare sia da ricondurre al leghista Calderoli, non, come sarebbe più comprensibile, al picista Napolitano), vale a dire la legge elettorale con cui i cittadini italiani hanno votato gli ultimi, purtroppo solo in ordine di tempo, Parlamenti (nel 2006, nel 2008 e nel 2013), non è soltanto, come indicato dal suo stesso nome, una porcata, ma anche incostituzionale in almeno due punti. E cioè il premio di maggioranza del 55% dei seggi alla Camera per la coalizione politico-elettorale più votata (senza alcun tetto); e le liste “bloccate” con i candidati nominati dai partiti.
Dalla decisione della Corte discende immediatamente che sono giuridicamente, oltre che moralmente, incostituzionali tutti i Parlamenti eletti con questo sistema: quello del 2006 (maggioranza Unione), quello del 2008 (maggioranza berlusconiani vari e Lega) e, infine, quello attuale.
E che, per lo stesso motivo, è incostituzionale anche l’attuale presidente della Repubblica (imperialista e borghese), l’ex-compagno Giorgio Napolitano, noto agente della CIA ed ancor più noto massone, rieletto da parlamentari incostituzionali, deputati di SEL, il partitino agonizzante di Vendola e Daniele Farina compresi. E che lo è anche (incostituzionale) il governo di Letta junior, che a Montecitorio si regge su una vasta maggioranza “dopata” da quel premio ora caduto e giudicato illegale.
Insomma, per farla breve, con la sentenza del 6 dicembre scorso, la Corte Costituzionale ha stabilito che tutto l’attuale sistema parlamentare, dunque istituzionale, è assolutamente fuorilegge. Dunque illegittimo, dunque illegale.
A differenza di quello che hanno fatto e che continuano a fare i soliti e ben noti servi del Potere, per primi gli ultimi-arrivati dell’ex Sinistra “estrema”, non ci preoccuperemo affatto di proporre una soluzione elettorale alternativa al famigerato Porcellum. E non solo perché, come argomenta Odifreddi nel suo blog, “le discussioni sulle leggi elettorali (sono) accademiche e bizantine. Si cerca (o si finge di cercare) l’Araba Fenice, cioè un inesistente sistema democratico, senza sapere (o fingendo di non sapere) che ci si deve invece accontentare di ‘porcate’  o ‘truffe’, che sono due aspetti complementari (per chi le fa e chi le subisce) della stessa medaglia“.
La democrazia borghese, nelle sue diverse forme (quella elettorale compresa) si è rivelata ancora una volta, anzi: per l’ennesima volta, una finzione illegale ed illegittima.
Che va di conseguenza buttata, in senso reale e non solo metaforico, nella pattumiera della Storia.
Ovviamente, insieme con tutti coloro che l’hanno difesa, sostenuta ed esaltata.

Eugenio Colombo

La rubrica ospita contributi che non sempre e non necessariamente esprimono le posizioni della redazione web