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Versi all'angolo: Continua in Perù l'inverno

Rubrica di poesia rivoluzionaria, ribelle ed anticonformista

Continua in Perù l’inverno
a Nestor Cerpa Cartolini

Una notte d’Aprile
una saetta mi trafisse il cuore
Abbassai gli occhi in silenzio
E tornò in Perù la mia ansia

Perché lì, come una ferita d’improvviso,
la tua vita aveva cessato di esistere
insieme a quella
dei tuoi giovani guerriglieri contadini

Il pescecane giallo, pose il piede
sopra il tuo povero corpo e dettò per decreto
e con la forza delle iene
che la giustizia era fatta
e la libertà riconquistata

Percorsi così, ancora una volta
la notte nera della tirannia sudamericana
Dove i pipistrelli hanno occhi dappertutto
e scavan sotterranei come i topi
prosperando all’ombra del danaro
e delle false democrazie del Mondo Libero

Non una voce si levò alta
per difendere il tuo canto di cigno
Non ci fu condanna
contro la tortura e le tenebre
che soffocano ogni giorno in Perù
perfino l’aria
e la schiuma delle onde

Nel silenzio foste assassinati
perché lì
tutto appartiene all’impero
- rame, cotone, cafetales, zucchero, trujillos, guanacos -
E il dollaro governa senza vergogna

Allora, alzo in alto le mani e stringo a forza i denti
mentr il dolore più forte mi fa visita

Come se salutassi una colomba…

Dentro sacchi neri – come spazzatura -
escono i poveri corpi dall’ambasciata

Ma gli occhi non piangono
e la mia voce non singhiozza
Così, come nessuna bara accoglierà
il pianto delle madri.

In quattordici foste assassinati:
chiedevate libertà e dignità per un popolo:
una bomba e una pallottola in fronte
furon la risposta del tiranno

Comandante Cartolini,
insieme a me
andranno per sempre i tuoi occhi e le tue parole
a ricercar giustizia
che i popoli attendono
E la tua bandiera crescerà nel vento.

Alberto Scanzi