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Misericordina? E' meglio la cianurina

In occasione dell’ultima puntata del (divino) Carosello che riprende e ripropone, a decenni di distanza, una famosa ed indimenticata trasmissione televisiva della RAI, papa Francesco, il testimonial scelto dalla Chiesa Cattolica per pubblicizzare le patacche di una religione che, le patacche, non le spaccia soltanto ma le produce in quantità industriali; papa Francesco, dicevamo, ha di recente promosso la vendita dell’ennesimo farmaco (questo sì, considerata la Ditta che lo produce, “miracoloso”) che non cura alcunché, ma che provoca una serie di effetti collaterali a dir poco, sempre per restare in tema, diabolici.
Quale miglior commento di questa iniziativa ancor più ridicola di quelle che l’hanno preceduta dei versi che potete leggere qui sotto e che abbiamo prestito a prestito dal web?
Noi, comunque, giusto per non essere equivocati o tacciati di “buonismo”, un suggerimento, per preti, religiosi e catto-comunisti in genere, ce l’avremmo: consumate la Cianurina. Vi farà sentire tutti meglio spedendovi pressoché all’istante all’altro mondo…
Ravachol

La “ Misericordina”
In confessione, avanti al reverendo
velata s’inginocchia una credente:
“Il dono che mi ha fatto io le rendo
mi ha dato delusioni assai tremende!
Mio padre è vecchio, è a letto e si lamenta
mio figlio ci ha trent’anni ed è precario,
campiamo a stoccafisso ed a polenta
‘ché mio marito non ha più salario!
Ricorda quella “Misericordina”
che il papa generoso ha regalato?
È fatta di un rosario a coroncina
e un crocifisso in onice smaltato;
c’è scritto: “Questa santa medicina
che fa ottenere grazie a profusione
va presa con fervore ogni mattina
insieme al caffelatte a colazione”.
Io l’ho mandata giù con gran fatica
e c’è mancato poco che mi strozzo
è peggio che mandare giù l’ortica
e mi ha raschiato tutto il gargarozzo
ed ho passato tutta notte insonne
perché arrivasse qualche buona nuova
pregando tutte quante le Madonne
di Fatima, Loreto e Chestokova !
Ma il peggio è stato nel recuperare
quella sua portentosa medicina:
mi creda, son tormenti da crepare,
un parto, al suo confronto, è una cosina!
Lei dica al papa: “Grazie dei favori
ma io non chiedo più quel posto fisso
sopporto che il marito non lavori
e campi di polenta e stoccafisso
ma non sopporto più quei gran dolori
per digerir corona e crocifisso!”.

Poesia di Eraldo Giulianelli